Era lì da dieci giorni, intrappolato nel buio di un tunnel lungo 225 metri, mentre fuori il Nepal contava i morti e cercava i dispersi. Questa mattina i soccorritori lo hanno trovato vivo: è un cittadino cinese, il terzo superstite estratto dalla galleria idroelettrica del cantiere Trishuli 3A, colpito dal disastro del 26 agosto. A individuarlo e raggiungerlo è stata una squadra composta da militari nepalesi e specialisti sudcoreani. Una volta portato fuori dalla galleria, il lavoratore è stato trasferito in elicottero per essere sottoposto a una valutazione medica. Durante il volo è stato assistito da un medico militare. In contemporanea i soccorritori nepalesi hanno trovato e tratto in salvo anche una donna di 64 anni sepolta sotto uno spesso strato di fango e detriti all’interno della sua abitazione. «Una squadra della polizia l’ha scoperta durante le operazioni di bonifica. È stata trasportata in elicottero a Kathmandu per le cure» ha detto il vice commissario di polizia Iqbal Hawari. I loro salvataggi arrivano a un giorno dal recupero di altri due lavoratori nepalesi, estratti venerdì dallo stesso tunnel del cittadino cinese. I ritrovamenti dei superstiti riaccende la speranza che nelle gallerie e nelle abitazioni ancora isolate possano esserci altre persone




