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Il ristorante d’hotel? Sempre più come casa: così cambia la sala

È diventata una consuetudine pranzare negli hotel, anzi la clientela lo apprezza sempre di più. Non è una novità che rinomati chef vengano chiamati a dirigere le cucine di strutture ricettive, creando una perfetta sinergia di co-branding. Le strutture ricettive sono diventate luoghi di esperienze, capaci di attrarre, grazie a colazioni, aperitivi nei rooftop ed eventi gastronomici. Negli ultimi anni c’è stata una evoluzione anche nel design, nei colori e nell’arredamento: non più la classica sala da pranzo stile anni Settanta, ma una zona confortevole, dove ci si “senta a casa propria”. Colori luminosi, dove l’ospite si possa rilassare, ma soprattutto «deve essere accolto dal sorriso dei camerieri: questione di psicologia. Un sottofondo musicale piacevole, fiori e luce calda sui tavoli – sottolinea Adriano Liguori, chef responsabile cucina Hotel Europa di Cervinia –. A me piace la mise en place con la classica tovaglia bianca, ma la ristorazione moderna vuole il runner o il tavolo nudo, per via dei costi. D’altra parte occorre adeguarsi ai gusti, io vengo da Salerno, ma a volte devo dimenticare la cucina campana». 

Hotel e ristorazione, il servizio diventa più informale

La ristorazione si è «adeguata ai tempi, la durata del pranzo o cena è più

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