In una mensa scolastica, aziendale, universitaria o ospedaliera, la sostenibilità non si decide solo nel menu. Entra nella previsione dei pasti, nella gestione delle eccedenze, nei consumi di energia e acqua, nella tracciabilità delle forniture, nella sicurezza alimentare, nei turni, nei dati e nei controlli. Ogni obiettivo ambientale o digitale, se resta fuori dall’organizzazione quotidiana, diventa una promessa difficile da misurare. È su questo passaggio che interviene RestaCOVE, acronimo di VET Excellence Pathways for Sustainable Collective Catering and Restaurants. Il progetto Erasmus+ è partito il 1° aprile 2026, ha una durata prevista di quattro anni ed è coordinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore. Riunisce 18 organizzazioni in Italia, Grecia, Slovacchia, Romania, Turchia e Malta: soggetti della formazione professionale, università, imprese, autorità territoriali e rappresentanze del settore, tra cui ANIR Confindustria, che ne parlerà a IMMENSE 2026 il prossimo 15 settembre all’Ara Pacis di Roma.
Dietro al singolo pasto servito in mensa c’è un mondo intero fatto di forniture e standard alimentari
Il punto non è aggiungere un altro progetto europeo alla lunga lista delle iniziative sulla sostenibilità. Il nodo riguarda le competenze che permettono ai servizi di funzionare




