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Legge sul fine vita, il Veneto ci riprova. La lettera di Zaia: «È un voto sulla libertà della persona, non sulla morte»

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di Martina Zambon

L’ex governatore, oggi presidente del Consiglio regionale, ci aveva già provato nel febbraio del 2024. Il suo successore Stefani ha emendato il testo, si vota martedì

Si rivolge direttamente ai suoi concittadini Luca Zaia, ora presidente del Consiglio regionale veneto, in merito all’atteso voto di martedì sul fine vita. «Non voteremo sulla morte, ma sulla libertà della persona» esordisce Zaia che già a febbraio 2024 sponsorizzò, senza fortuna, quella stessa legge promossa dall’associazione Coscioni che ora, emendata dal suo successore, Alberto Stefani, ritenta la sorte in Aula. Allora il Veneto mancò di un soffio (un solo voto) il primato tra le Regioni. Il primo settembre ci si gioca quello fra le Regioni di centrodestra.

La lettera

Non a caso Zaia scrive: «Su palazzo Ferro Fini (sede del Consiglio regionale, ndr) saranno puntati gli occhi dell’Italia intera. Perché ciò che accadrà in Veneto va inevitabilmente oltre i confini regionali: riguarda il rapporto tra libertà individuale e responsabilità delle istituzioni, tra progresso della medicina e limite delle cure, tra diritto, coscienza, dignità e sofferenza. Avverto, quindi, tutta la solennità di questo passaggio». L’ex governatore, nel respingere anche solo l’ipotesi che su un tema tanto delicato si innestino

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