di Leonard Berberi
I numeri del secondo trimestre: bene cargo, manutenzione e Swiss, ancora in rosso la compagnia madre con Eurowings e Brussels Airlines. Il ceo Spohr: «Ogni giorno che Ita è fuori dalla joint venture ci costa dei soldi»
Nella prima parte della stagione di picco — e con il caro jet fuel a stravolgere i piani — il gruppo Lufthansa ha corso a due velocità. Da un lato il cargo, la manutenzione e Swiss hanno generato cassa. Dall’altro la compagnia di bandiera tedesca, Eurowings e Brussels Airlines hanno continuato a soffrire, segno che la strada verso la piena ripresa è ancora lunga.
In mezzo si è collocata Ita Airways, non ancora interamente nel perimetro del colosso dei cieli (che possiede il 41%) e quindi non «fotografata» del tutto sui conti del colosso europeo dei cieli: tra aprile e giugno il vettore tricolore ha registrato un risultato operativo positivo, pur chiudendo con un leggero rosso (29 milioni di euro) per l’impatto soprattutto del cambio sfavorevole euro-dollaro.
L’analisi dei numeri delle diverse divisioni del gruppo Lufthansa mostra le diverse prestazioni. Nel secondo trimestre Ita Airways ha registrato ricavi totali pari a 830 milioni di




