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Le canzoni generate con l’AI violano il diritto d’autore? Cosa ci insegna il caso Suno vs Gema

di Valentina Iorio

La condanna di Suno, una delle piattaforme di intelligenza artificiale generativa più diffuse, per violazione del diritto d’autore potrebbe fare da modello per la giurisprudenza europea

Una recente sentenza del Tribunale Regionale di Monaco di Baviera fissa un punto importante sul rapporto tra addestramento dell’intelligenza artificiale e copyright musicale. Il caso in questione vedeva contrapposte Suno, una delle piattaforme di intelligenza artificiale generativa più diffuse per la creazione di musica, e Gema, l’equivalente tedesco della Siae, che accusava l’azienda statunitense di aver elaborato dei brani a partire da canzoni famose del suo repertorio, protette da diritto d’autore, senza alcun compenso. Gema ha agito in rappresentanza di alcuni tra i più importanti autori del proprio repertorio, di cui gestisce i diritti di utilizzazione economica in Germania.

Cosa è successo?

La decisione del tribunale, resa nota il 31 luglio 2026,  «afferma alcuni principi che potrebbero incidere sullo sviluppo delle piattaforme di AI: l’addestramento dei modelli su opere protette, la loro conservazione e il successivo utilizzo richiedono l’autorizzazione dei titolari dei diritti, anche quando l’addestramento avvenga al di fuori dell’Unione europea», spiega l’avvocato, Luca Guidobaldi, counsel di Advant Nctm.

Cosa veniva contestato a Suno dalla Siae

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