È la più classica delle notti di mezza estate. E, soprattutto, è quella in cui i sogni, intesi come desideri, si possono realizzare, rinnovando uno dei riti più partecipati della cultura popolare. Tradizionalmente associata alle stelle cadenti, la notte di San Lorenzo coniuga da secoli la meraviglia dell’astronomia alla devozione popolare. Nella memoria contadina, quelle scie luminose non sono semplici frammenti di polvere cosmica, ma le lacrime del Santo martirizzato sulla graticola oppure le scintille dei carboni ardenti che si disperdono nel firmamento. Questa suggestiva fusione tra sacro, tradizione e cicli della natura accompagna uno dei momenti più generosi dell’estate italiana. Le tavole si trasferiscono all’aperto, nei cortili, nelle piazze e nei giardini, mentre orti, frutteti e mare offrono alcuni dei prodotti più rappresentativi della stagione. Più che un unico menu legato alla ricorrenza, la notte di San Lorenzo diventa così l’occasione per riscoprire la ricchezza delle cucine regionali nel pieno della bella stagione.
A Firenze la bistecca alla Fiorentina è protagonista della festa
A Firenze, dove San Lorenzo è uno dei patroni della città, la ricorrenza conserva un profondo valore storico. Fin dal Rinascimento, la festa era accompagnata dalla distribuzione di carne bovina arrostita, offerta alla popolazione dalle grandi famiglie




