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Olio extravergine italiano, nuova campagna a rischio: scorte alte e vendite ferme

A poche settimane dall’avvio della nuova campagna olearia, l’olivicoltura italiana si trova davanti a una fase di forte difficoltà. Il problema riguarda soprattutto la capacità della filiera di smaltire le scorte accumulate prima dell’arrivo del nuovo prodotto, in un mercato caratterizzato da vendite rallentate, prezzi compressi e costi ancora elevati. A lanciare l’allarme sono Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi, che descrivono una situazione particolarmente delicata per produttori e frantoi. Le vendite di olio extravergine d’oliva italiano risultano pressoché ferme, mentre le giacenze continuano a pesare sui bilanci delle imprese. Il problema non riguarda soltanto il valore riconosciuto agli olivicoltori. Produzione, trasformazione, stoccaggio e finanziamento delle scorte continuano a generare costi significativi, riducendo ulteriormente i margini delle aziende.

Olio extravergine italiano, nuova campagna a rischio: scorte alte e vendite ferme Olio extravergine, produttori in difficoltà: senza liquidità la nuova raccolta è a rischio

Il nodo delle giacenze prima della raccolta

Il calendario agricolo rende la situazione ancora più complessa. Con l’avvicinarsi della nuova raccolta, molti frantoi si preparano infatti ad accogliere le olive con i depositi ancora occupati dall’olio della campagna precedente. È un problema che può avere conseguenze lungo tutta la filiera. Se il prodotto già disponibile non viene collocato sul

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