
di Antonio Polito
La destra ha ormai incoronato il leader dei 5 Stelle come il candidato delle opposizioni
Se un marziano sbarcasse oggi a Roma, non avrebbe dubbi su chi sia il leader dell’opposizione: Giuseppe Conte. L’ex premier guida nettamente la classifica dei duelli politici. Attacca Meloni sulla sanità, poi punge Schlein sulle primarie, poi sfida la premier sui salari, poi fa il pacifista contro il Pd.
Ma la vera, grande novità delle ultime ore è che la destra stessa sembra averlo ormai «incoronato» come «nemico numero uno». La stampa di area ha perfino rispolverato contro di lui l’arma formidabile delle «case», indagando su intrecci di affari immobiliari che coinvolgono anche la famiglia della compagna, Olivia Palladino; un trattamento riservato solo ai grandi avversari, che evoca le famose inchieste sulla casa di Fini a Montecarlo o su quella di un ente affittata a buon prezzo a D’Alema. Un classico italiano: «Cherchez la maison».
Il culmine di questa offensiva è stato ovviamente portare Conte davanti alla commissione Covid, a rispondere dei punti oscuri che ancora restano nella gestione della pandemia durante la sua permanenza a Palazzo Chigi. Visto da un non esperto della esoterica materia, e




