L’Italia ha avuto il coraggio di fare ciò che nessun altro Paese europeo aveva ancora fatto: trasformare la lotta alle recensioni false in una legge, fissando regole specifiche per ristoranti, alberghi e imprese turistiche. Una scelta arrivata dopo anni di denunce, proteste e richieste rimaste troppo spesso senza risposta. Italia a Tavola è stata in prima linea fin dall’inizio, quando denunciare il mercato delle recensioni comprate, vendute o costruite per danneggiare un concorrente significava scontrarsi con l’indifferenza generale e con lo strapotere delle piattaforme che contavano magari sulle errate speranze delle associazioni di poterle condizionare. Non abbiamo mai chiesto di cancellare le critiche né di proteggere gli imprenditori incapaci. Abbiamo sempre chiesto, all’inizio isolati, una cosa molto più semplice: che a giudicare un ristorante o un albergo fosse chi vi era davvero stato. Quella battaglia ha finalmente prodotto una legge. La legge 11 marzo 2026, n. 34, entrata in vigore il 7 aprile, che su iniziativa dei ministeri del Turismo e del made in Italy ha introdotto per la prima volta nell’ordinamento italiano una disciplina specifica contro le recensioni illecite nel turismo e nella ristorazione. L’Italia è diventata così il primo Paese europeo a dotarsi di un impianto organico dedicato al comparto
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