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Comparto automotive: in Europa a rischio 726.000 posti di lavoro

imageQUATTRO SCENARI

La transizione verso la mobilità elettrica potrebbe costare all’Europa fino a 726.000 posti di lavoro entro il 2040. È una delle conclusioni più significative dello studio ELAB2040 realizzato dal Fraunhofer Institute for Industrial Engineering (IAO) di Stoccarda per conto delle associazioni dell’industria metalmeccanica tedesca e con la partecipazione di aziende come BMW, Mercedes-Benz, Bosch, Mahle, Schaeffler e ZF. 
       
I ricercatori hanno elaborato quattro diversi scenari sull’evoluzione della normativa europea sulle emissioni di CO2 delle automobili fino al 2040. Il primo è quello attualmente in vigore, che di fatto impone dal 2035 la commercializzazione di sole auto a emissioni zero allo scarico. Il secondo prende in considerazione la proposta avanzata dalla Commissione Europea nel dicembre 2025, che prevede una riduzione del 90% delle emissioni di CO2 e la possibilità di compensare la quota restante con materiali a basso contenuto di carbonio o carburanti rinnovabili. 
       
Gli altri due scenari ipotizzano invece un approccio più aperto dal punto di vista tecnologico. Nel terzo, le auto con motore termico e le ibride plug-in continuerebbero a rappresentare circa il 20% delle nuove immatricolazioni europee nel 2040. Il quarto scenario, infine, immagina che il mercato europeo evolva seguendo quello globale,

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