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La Lega attende la mossa del leader. Il «grande freddo» tra i due fronti

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di Cesare Zapperi

Tocca a Salvini decidere sulla svolta nordista chiesta da Zaia. Ancora da fissare il nuovo incontro

Chissà se l’approdo alla Lega di Margherita Ferro, sindaca di Aci Catena, avrà strappato un sorriso a Matteo Salvini, in questi giorni così tormentati per il partito. La prima cittadina catanese per spiegare la sua scelta usa parole che guarda caso (vedi le coincidenze) vanno nel senso del confronto che si è aperto nel Consiglio federale di metà settimana: «La Lega nazionale ha il suo leader in Matteo Salvini, un milanese che sta facendo per il Sud più di quanto hanno fatto gli stessi ministri del Sud in passato».

Concetto che è esattamente il contrario di quel che pensa la fronda nordista, al punto da richiedere con una forza senza precedenti un riassetto del partito, sia nell’organizzazione che nelle posizioni di vertice, per riconquistare gli elettori di Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige ridottisi a livelli di guardia (tantopiù ora che Roberto Vannacci ha lanciato l’operazione sorpasso). Le due anime si sono confrontate e scontrate nel Consiglio federale che si è chiuso con le parole di Salvini: «Ci rivediamo mercoledì prossimo e vi farò sapere cosa ho

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