
di Simone Canettieri
Il documento sarà inviato domani a Palazzo Chigi. Botta e risposta tra gli 007 romani e i vertici della Fondazione: «La Federazione russa non è stata formalmente invitata»
Sette pagine di botta e risposta. Serrate. Da una parte gli ispettori inviati a Venezia dal ministro Alessandro Giuli che vogliono sapere, dall’altra i vertici della Biennale, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, che devono spiegare. Sono i tecnici a confrontarsi in punta di documenti, contratti e leggi. Al centro: la riapertura del padiglione russo con la procedura di revoca dei finanziamenti della Commissione europea, il rispetto delle sanzioni imposte a Mosca, ma anche il motivo che ha portato alle dimissioni della giuria della Mostra dopo la diffida inviata dai legali dell’artista rappresentante Israele alla 61, Belu-Siomion Fainaru per presunte irregolarità della giuria giudicatrice.
Il Corriere è in possesso di questo verbale. Il documento domani sarà inviato a Palazzo Chigi e finirà sul tavolo della premier Giorgia Meloni e del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. È stato redatto dagli 007 del Mic e controfirmato dalla Biennale giovedì alle 15.30 al termine dell’ispezione. Accusa e difesa come in un processo. Al tavolo: Valerio Sarcone, capo di gabinetto del ministero (con Luca Maggi




