
di Gloria Bertasi
Dalle Pussy Riot all’Oscar Talankin: esclusi i perseguitati russi. Buttafuoco: so di essere solo
Cantieri aperti ai Giardini (anche al Padiglione Russia dove sono arrivati alcuni dei suoi artisti) e all’Arsenale tra creativi e operai al lavoro ad allestire spazi e opere. Perché «dietro le quinte — dice la Biennale in calce a un video sui lavori in corso — ogni dettaglio è fondamentale per accordare i Giardini, l’Arsenale e Venezia sulle “frequenze delle tonalità minori”», quelle cioè di In Minor Keys, il tema dell’Esposizione. I tempi stringono (da mercoledì le vernici, compresa quella della Russia in calendario alle 17) e le polemiche impazzano (sempre mercoledì, ai Magazzini del Sale, l’ultima assemblea per il corteo anti-Israele di venerdì). Nelle prossime ore, tra l’altro, il ministero della Cultura dovrebbe pronunciarsi sull’esito delle ispezioni, anche se da via del Collegio Romano ha già precisato: «Non c’è alcuna intenzione di commissariare la Biennale».
La «lettera aperta»
Nel frattempo, sulla scrivania del presidente Pietrangelo Buttafuoco è pervenuta un’altra lettera contro la Russia e la tre giorni che la Fondazione dedica a pace e dissenso. A firmarla, gli stessi che gli avevano scritto all’indomani dell’annuncio che il Padiglione avrebbe riaperto, dopo




