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«Fomo» e nuove forme di depressione: come affrontarle e a chi rivolgersi

di Danilo di Diodoro

Malesseri psichici finora inediti, come la «Fomo», cioè l’ansia di essere tagliati fuori dai social network possono favorire forme di «tristezza patologica». Giancarlo Cerveri e Claudio Mencacci affrontano le diverse sfaccettature del problema in un libro, edito da Solferino

La depressione colpisce circa 300 milioni di persone al mondo. Un numero che sembra in costante aumento, forse solo perché i criteri diagnostici sono diventati più ampi, ma l’aumento potrebbe invece essere reale, dovuto a una società che espone a stress crescenti, alla riduzione delle ore dedicate al riposo e al sonno, a un più facile accesso a sostanze d’abuso, tutti stimoli che potrebbero favorire l’insorgenza di depressione. Al complesso universo di questo disturbo hanno dedicato un libro Giancarlo Cerveri, vicepresidente della Società italiana di psichiatria e direttore della rivista scientifica Psichiatria Oggi e Claudio Mencacci, co-presidente della Sinpf, Società italiana di neuropsicofarmacologia (Tristezza vai via, Perché la depressione non è una colpa e come la medicina aiuta a guarire, Solferino, 2026).

Un libro che è una narrazione divulgativa ma che potrebbe anche fungere da manuale aggiornato per medici e psichiatri. Infatti affronta la relazione tra la depressione e alcuni fenomeni sociali emergenti, come

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