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Yuka, l’app che minaccia i prodotti alimentari italiani: mortadella bocciata, prosciutto di Parma salato

di Michelangelo Borrillo

Yuka conta 80 milioni di utenti (8 milioni in Italia). Ma il metodo di valutazione non è mai stato approvato da autorità sanitarie. Il ministro Lollobrigida: «Nessun allarme, diversa da Nutriscore»

C’è un algoritmo che mette a rischio il made in Italy alimentare. Come se non bastasse l’Italian sounding, quello del Parmesan che punta a sostituire il Parmigiano Reggiano, la nuova minaccia si chiama Yuka. Un’app francese che in realtà nuovissima non è (il lancio risale a fine 2020), disponibile in cinque lingue ma che ultimamente si è diffusa in maniera capillare: conta ben 80 milioni di utenti di cui 8 milioni solo in Italia, nonostante il metodo di valutazione dei prodotti alimentari non sia mai stato approvato da alcuna autorità sanitaria (né in Italia, né in Europa). 

Come funziona l’app

Eppure Yuka si propone come un’applicazione che consente di verificare l’impatto del cibo sulla salute scansionando i codici a barre dei prodotti alimentari (ma anche cosmetici) utilizzando un algoritmo che valuta la salubrità di un alimento in base al contenuto di grassi, sale e zucchero, in rapporto a una monoporzione da 100 grammi, non distinguendo, quindi, tra le quantità assunte. Il «voto» dei prodotti

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