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Xi e gli oligarchi, la Cina comunista ammira i capitalisti americani

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Federico Rampini / CorriereTv

Uno dei paradossi del summit di Pechino fra Jinping e Trump è che la Cina, la più grande potenza comunista della storia, apprezza il capitalismo più di quanto lo facciano gli europei. Sì, Jinping può anche pensare in cuor suo che Trump sia un pagliaccio o uno squilibrato, e tuttavia lo rispetta e considera la loro relazione bilaterale come la più importante del mondo, proprio perché insieme a Trump c’era quella delegazione di turbo capitalisti, di capitalisti che fanno tanto orrore agli europei.
Sì, c’erano nella delegazione che ha accompagnato Trump in Cina i chief executive di colossi tecnologici come Microsoft, perfino più importanti in questo momento. Nvidia, creato tra l’altro da un cinese taiwanese in California, nvidia produce microchip avanzatissimi per l’intelligenza artificiale che ancora la Cina non è riuscita a produrre in casa propria. E poi c’erano la Boeing, c’erano i giganti della Finanza City, Goldman Sachs, Visa, Mastercard e altri.

Ma insomma, una delle ragioni per cui Jinping non dà per sconfitta, isolata, emarginata questa America è proprio la forza, il dinamismo straordinario della sua economia di mercato, quel capitalismo che continua a generare grandi rivoluzioni tecnologiche, industriali, da ultima quella dell‘intelligenza artificiale. Jinping

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