di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Un itinerario tra le mura rinascimentali e la casa-museo del Pascoli, senza tralasciare la cucina e la musica
C’è un momento preciso, nei viaggi, in cui ci si accorge che il motivo della partenza è solo un pretesto. Si parte con un programma, degli orari, una sequenza ordinata di tappe; poi qualcosa si allenta, il ritmo cambia, e il viaggio comincia davvero. È quello che è accaduto anche a noi, tra Lucca e la Garfagnana, dove ogni passaggio ci è sembrato accompagnare il successivo con una naturalezza quasi invisibile, lungo un itinerario che tiene insieme città d’arte e paesaggi più appartati, memoria culturale e dimensione naturale.
Lucca è una città che non ha bisogno di alzare la voce. Sta dentro le sue mura come un pensiero ben costruito. E, forse, è proprio da lì che bisogna iniziare: non da un monumento, ma da un gesto. La pedalata sui bastioni, per esempio, è molto più di un’attività: è un modo per prendere le misure della città. Quattro chilometri sospesi, alberati, dove lo sguardo scivola tra tetti, campanili e giardini nascosti. È un giro che restituisce un’idea precisa di equilibrio, quella stessa che si ritrova




