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Medici di famiglia, decreto in arrivo: potranno diventare dipendenti pubblici (su base volontaria)

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Il ministro Schillaci ha presentato la bozza alle Regioni: doppio canale tra convenzione e dipendenza. Critico il sindacato: «Riforma rischiosa». . Decreto entro maggio

Oltre mille Case di comunità in apertura entro l’estate, finanziate con 2 miliardi del Pnrr. Il rischio, però, è che restino in larga parte sottoutilizzate per mancanza di medici. È da questa urgenza che nasce l’accelerazione del governo sulla riforma della medicina territoriale.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci punta a un decreto legge entro maggio, dopo il confronto con le Regioni. Il progetto è stato presentato ieri ai Governatori in un vertice straordinario. Il tempo è stretto: le nuove strutture sono il perno della sanità di prossimità e senza un intervento sull’organizzazione del personale rischiano di trasformarsi in una promessa incompiuta.

Doppio canale e cambio di modello

Il disegno prevede un doppio binario. I medici potranno continuare a operare in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, ma con regole riviste, oppure scegliere — su base volontaria — la dipendenza pubblica, entrando nell’organizzazione delle Asl.

Il cambiamento più rilevante riguarda però l’organizzazione del lavoro. Anche chi resterà convenzionato dovrà garantire una presenza nelle Case di comunità, con

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