
di Roberta Polese
L’assessore regionale di FdI all’Istruzione: «Occorrerà dialogare con gli enti locali, le istituzioni e le realtà educative che operano sul territorio e coinvolgono le famiglie»
Assessora regionale Valeria Mantovan, il nuovo tetto del 30% per gli alunni stranieri non sarà calcolato sulla cittadinanza ma sulla conoscenza dell’italiano. Come si stabilirà chi rientra nella quota?
«Con il prossimo decreto dovranno essere stabiliti i principi, ma già si parla di alcuni criteri di esclusione: per esempio, aver frequentato due anni di scuola dell’infanzia, aver completato con successo un triennio di scuola elementare, media o superiore, oppure essere nati in Italia e aver frequentato fin dall’inizio il percorso scolastico».
Come misurare questa conoscenza? Con un test?
«Bisogna aspettare il decreto del governo».
Il Veneto aveva già tentato di applicare il tetto del 30%. Sono emerse però criticità concrete, a partire dalla difficoltà di spostare gli studenti da una scuola all’altra. Cosa non ha funzionato finora?
«Il tetto del 30% era derogabile fino all’annuncio del governo di volerlo inserire in un decreto-legge e quindi renderlo definitivamente legge. Le deroghe hanno comportato la costituzione di quelle che definiamo «classi-ghetto», dove c’è una maggioranza di stranieri. C’è anche una predilezione da




