
Con gli anni il sonno cambia struttura, e proprio nel cuore della notte diventa più fragile
Eu.Spa.
25 settembre – 16:42 – MILANO
Svegliarsi nel cuore della notte, guardare l’ora e scoprire che sono ancora una volta le 3 o poco più. Succede a molte persone, abbastanza da aver alimentato nel tempo spiegazioni di ogni tipo, dallo stress fino alle interpretazioni più fantasiose. In realtà, c’è una ragione fisiologica in questa bizzarra puntualità: nella seconda parte della notte il sonno diventa più leggero e il nostro organismo comincia gradualmente a prepararsi al risveglio. E questo con l’avanzare dell’età si avverte di più.
Sonno che cambia—
Il sonno non è uno stato uniforme che dura fino al mattino, ma procede per cicli di circa 90-120 minuti. Nelle prime ore prevale il sonno profondo a onde lente, dal quale è più difficile svegliarsi; andando avanti aumenta invece la quota di sonno REM, associata ai sogni più vividi, e nei passaggi da una fase all’altra sono più frequenti brevi risvegli. Nei giovani possono durare così poco da non lasciare traccia, mentre con l’età o nei periodi di stress è più facile




