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Vacanze, il piano dell’Europa per non lasciare gli aerei a terra

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La chiusura di Hormuz aggrava la carenza di carburante per aerei. L’Ue prepara le misure per salvare le vacanze.

L’avvicinarsi dell’estate (e delle vacanze) non poteva avvenire in un contesto più incerto di quello in cui ci troviamo. Un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente, lo Stretto di Hormuz ancora chiuso e con esso il flusso di idrocarburi vitali per l’economia globale.

Uno degli impatti più forti si è avuto sul kerosene per aerei la cui carenza, se prolungata potrebbe portare a costosi rialzi nei prezzi dei biglietti e all’annullamento di voli.

Per scongiurare questa eventualità, la Commissione Europea ha elaborato un piano d’emergenza per garantire la massima produzione di questo carburante.

La dipendenza da carburante per aerei importato

Praticamente tutte le principali compagnie aeree europee hanno infatti lanciato l’allarme su una possibile carenza di carburante entro poche settimane, la cui naturale conseguenza sarebbero disagi per i viaggi in vista dell’estate.

L’Europa dipende dal Medio Oriente per circa il 75% delle sue importazioni nette di carburante per aerei, ovvero circa 375.000 barili al giorno, più di quanto non faccia per qualsiasi altro carburante destinato ai trasporti.

Se si include il greggio importato per alimentare le raffinerie europee (da cui il jet fuel

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