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Urbano Cairo: «Sergio Erede, un genio del diritto con l’istinto della vittoria e capace di realizzare sogni»

di Paola Pica

Il presidente e amministratore delegato di Rcs MediaGroup ricorda l’avvocato: «I nostri cento giorni insieme verso il Corriere della Sera»

«Uno che la vittoria ce l’aveva dentro. Insieme all’acume, alla determinazione, a un’umanità non comune. Senza di lui, forse non ce l’avremmo fatta». Lui è Sergio Erede, avvocato d’affari tra i più quotati, protagonista di mezzo secolo di Opa e di Borsa e il primo a credere nella scalata al «Corriere della Sera» di Urbano Cairo, allora piccolo azionista di Rcs, il gruppo del quotidiano di via Solferino. Che però Erede segue sin dal 2011. 

Racconta Cairo: «Chiesi a Stefano Simontacchi di presentarmelo, nacque subito una sintonia e la prima occasione di lavorare insieme si presentò con l’ingresso nella tv e l’acquisto de La7 nel 2013».

Nel frattempo Cairo entra con una piccola quota del 2,7% in Rcs, partecipazione che successivamente porta al 4,7%. È capodanno del 2015 quando Cairo inizia a immaginarsi editore del «Corriere». «Il 2 gennaio chiamo Erede e insieme agli auguri di buon anno gli butto lì un’idea che poteva sembrare folle: sfidare grandi nomi come Mediobanca, Pirelli, Della Valle, Unipol. Ma lui — dice Cairo — un

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