di Redazione Economia
A favorire il ribasso è stata soprattutto la ricostituzione delle scorte, dopo due campagne caratterizzate da forti deficit produttivi
Il prezzo dell’olio è in forte calo rispetto ai picchi degli ultimi anni. Nel novembre 2025 le quotazioni erano di 9,20 euro al chilo, oggi sono tra i 4 e i 4,20 euro. Questo crollo del prezzo di oltre la metà mette in difficoltà gli agricoltori che non riescono più a sostenere le spese delle proprie aziende, visto anche l’aumento dei costi energetici.
Il calo delle quotazioni
Secondo l’analisi di Areté, nel 2026 le quotazioni dell’olio extravergine comunitario sono tornate sui livelli più bassi dal 2022, mentre il prodotto italiano ha registrato un calo del 47% nell’ultimo anno. Anche il premio dell’olio nazionale rispetto a quello comunitario si è fortemente ridotto, passando da oltre 5.300 euro a tonnellata nel giugno 2024 a poco più di 900 euro/t a settembre 2026.
Scorte e produzione spagnola
A favorire il ribasso è stata soprattutto la ricostituzione delle scorte, dopo due campagne caratterizzate da forti deficit produttivi. Le prospettive di offerta sono ora rafforzate dalle prime stime ufficiali sulla produzione spagnola 2026/27, che indicano 1,6 milioni di tonnellate, il



