di Andrea Rinaldi
La risposta italiana dopo l’esposto del consiglio di fabbrica di Commerzbank contro ignoti per manipolazione del mercato. L’istituto guidato da Orcel: «Proteggeremo i nostri interessi». Martedì 16 giugno la chiusura dell’Ops
Unicredit rompe il silenzio e respinge le accuse di Commerzbank sull’offerta che chiude domani, martedì 16 giugno. La banca guidata da Andrea Orcel ribadisce in una nota di aver operato «nel pieno rispetto delle normative e con totale trasparenza», difendendo la correttezza delle comunicazioni al mercato e contestando quella che definisce una «narrazione fuorviante» alimentata dalle dichiarazioni della banca tedesca e definendo «infondate le affermazioni su presunte irregolarità prestito titoli». Unicredit ha poi fatto sapere di aver coinvolto la BaFin, l’autorità federale di vigilanza finanziaria, avendo «portato tali questioni all’attenzione dell’autorità stessa, richiedendo una valutazione approfondita delle circostanze relative a tali dichiarazioni, della loro attendibilità e del loro apparente intento di compromettere l’integrità del processo di offerta, generando confusione tra gli stakeholder». Unicredit «valuterà con la necessaria diligenza le azioni più opportune per proteggere i propri interessi e quelli del mercato alla trasparenza e alla correttezza». La risposta italiana arriva dopo l’esposto presentato contro ignoti dal presidente del consiglio di fabbrica di Commerzbank,




