di Mara Gergolet
Respinta la proposta anti-immigrazione col 54,8%. «Non vogliono staccare il Paese dalla Ue»
Fallisce il referendum in Svizzera. Non ci sarà il tetto all’immigrazione, nessun «congelamento» del Paese una volta raggiunti i10 milioni.
Ma il risultato, 54,8% di no, mostra come il tema dell’immigrazione sia divisivo, il più difficile da gestire per i partiti tradizionali.
Il referendum e la battaglia politica
L’affluenza è stata da record: 59%. Si tratta del referendum più costoso della storia elvetica: entrambi i campi hanno speso oltre 15 milioni. È stato promosso — attraverso un’iniziativa popolare che ha raccolto le 100 mila firme necessarie — dalla SVP (Unione democratica di centro nei cantoni italiani), partito della destra conservatrice populista, che è il più votato dalla fine del secolo scorso.
Il rischio dello stop ai ricongiungimenti familiari (anche dall’Italia)
Se fosse passato, raggiunti i 9,5 milioni sarebbero stati fermati i ricongiungimenti familiari (anche da Francia e Italia); dai 10 milioni sarebbero stati interrotti gli accordi di libera circolazione con la Ue. Non a caso si è parlato di una «Brexit svizzera».
Contrari tutti gli altri partiti, le associazioni industriali, i sindacati. In Parlamento, su 200 deputati, 123 si sono espressi contro il




