Quattro uccelli attraversano il nero della bottiglia, tra segni rossi, rosa e bianchi. Per festeggiare i trent’anni, Tenuta Sant’Antonio ha scelto di non affidarsi a date in evidenza, stemmi celebrativi o richiami al passato. Sull’Amarone della Valpolicella Anniversario ha portato invece ciò che si può incontrare alzando gli occhi tra i vigneti: gli uccelli.
L’Amarone della Valpolicella Anniversario di Tenuta Sant’Antonio
L’etichetta, realizzata da un giovane street artist vicentino, nasce infatti dalla biodiversità delle colline della Valpolicella, dove la presenza degli uccelli accompagna le stagioni della vite. Ma dietro il disegno c’è un secondo racconto, quasi un gioco da scoprire. Corvina e Corvinone rimandano al corvo, Rondinella alla rondine, mentre Oseleta, in dialetto, significa «uccellino»: sono proprio i vitigni autoctoni che compongono l’Amarone.
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PubblicitàQuattro uccelli come i quattro fratelli Castagnedi
E quattro non è un numero casuale. Gli uccelli possono diventare anche Massimo, Armando, Paolo e Tiziano Castagnedi, i quattro fratelli che hanno dato vita alla cantina. In famiglia si spingono persino un po’ più in là e scherzano sull’immagine di quattro galli, allusione al carattere e all’energia dei fondatori.




