
di Guido De Franceschi
L’area più colpita si trova nell’area centro-occidentale del Paese sudamericano, dove si trovano le città di Pereira, Manizales, Armenia e Cali
A poche settimane di distanza dai due sismi che lo scorso 24 giugno hanno colpito in meno di 40 secondi il Venezuela, provocando enormi danni e un consistentissimo numero di vittime (il bilancio più recente registra oltre 6.000 morti), ieri la terra ha tremato nella vicina Colombia. L’area più colpita si trova nell’area centro-occidentale del Paese sudamericano, dove si trovano le città di Pereira, Manizales e Armenia (le prime due hanno circa mezzo milione di abitanti, la terza 300 mila) nonché una delle metropoli colombiane, Cali, dove sono crollati alcuni edifici, tra cui un’ala dell’ospedale universitario della città che ospitava il reparto pediatrico e quello di terapia intensiva: ieri sera alcuni pazienti, tra cui forse anche dei bambini, si trovavano ancora sotto le macerie. Il direttore dell’ospedale, Irne Torres, ha parlato di «tragedia nella tragedia». Anche altre strutture sanitarie sono rimaste danneggiate. Ieri notte le vittime confermate dalle autorità erano già almeno 132, ma c’erano ancora centinaia di persone intrappolate tra i palazzi crollati. La città con più morti — circa la




