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Un documentario sul baseball che trasuda amore per il gioco

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di Aldo Grasso

«The Battered Bastards of Baseball» esplora una pagina dimenticata degli anni Settanta: la sfida dei Portland Mavericks al monopolio della Major League

C’è qualcosa di intrinsecamente romantico nel baseball, uno sport che più di ogni altro si presta al racconto dell’antieroe. The Battered Bastards of Baseball, documentario diretto da Chapman e Maclain Way, esplora una pagina dimenticata degli anni Settanta per restituire la parabola dei Portland Mavericks, l’unica squadra indipendente d’America che osò sfidare il monopolio della Major League (Netflix).

Al centro della vicenda campeggia Bing Russell, attore caratterista noto per Bonanza, ma animato da un insolito spirito imprenditoriale e sportivo. Nel 1973, in una Portland abbandonata dal baseball che conta, Bing decide di costruire una squadra da zero, senza affiliazioni, reclutando giocatori attraverso provini aperti. Nasce così una galleria di «scarti», sognatori e veterani in cerca di riscatto, come Jim Bouton, liquidato dai critici dell’epoca come un trasandato, «leader della lega per barba incolta».

La forza del documentario risiede nella capacità dei registi — nipoti dello stesso Bing — di intrecciare il materiale d’archivio con le vivaci testimonianze del figlio Kurt Russell e di figure chiave come Todd Field. Il doc

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