
di Massimo Gaggi
Un terzo dei 45 uomini che sono stati presidenti degli Stati Uniti ha subito veri attentati. E quattro sono stati uccisi. Ma la polarizzazione sempre più acuta sta portando gli Usa verso un nuovo territorio inesplorato di violenza politica sistemica
«La mia è una professione pericolosa». Un Donald Trump che ci ha abituato a esternazioni dure, spesso colme d’ira, commenta con tono pacato il nuovo attentato contro di lui appena sventato a Washington. Quasi minimizza, non gli dà una valenza politica: definisce l’attentatore, Cole Tomas Allen, «un uomo malato». Un lupo solitario, come i protagonisti dei precedenti attacchi contro di lui: due sventati per tempo mentre il primo, quello nel quale il futuro presidente è rimasto ferito, ha aspetti mai chiariti fino in fondo. Un attentato che ha avuto grandi conseguenze politiche.
Così l’attentato di Butler ha cambiato la campagna elettorale
13 luglio 2024: a Butler, in Pennsylvania, Thomas Matthew Crooks, un ventenne senza precedenti penali, riesce a sparare dalla sommità di un edificio contro Trump che stava tenendo un comizio all’aperto: su un podio a 130 metri di distanza.
Una pallottola di grosso calibro sfiora il candidato repubblicano ferendolo all’orecchio destro. Un




