
di Guido Olimpio
L’aggressore aveva pernottato all’Hilton portandosi le armi: l’hotel aveva fatto screening degli ospiti? Lo scrittore Don Winslow aveva predetto una manovra di distrazione per bilanciare la caduta del consenso del presidente Usa
La volpe era già nel pollaio. Anzi ci ha dormito pernottando in una delle stanze dell’Hilton di Washington: così Cole Allen è riuscito a portarsi dietro le armi che voleva usare nell’attacco. Un fucile, una pistola, diversi coltelli. E in questo modo ha evitato i primi filtri imposti a chiunque doveva partecipare alla cena di gala con Donald Trump. Una scelta quella dell’attentatore che probabilmente ha elaborato un piano sommario ed ha sfruttato la tradizione.
L’hotel è da decenni la sede ufficiale del ricevimento dei giornalisti, un edificio imponente, accessibile per chiunque e dunque non è impossibile fare una ricognizione preventiva. Anche se nel corso del tempo – e in particolare dopo gli spari contro Ronald Reagan nel marzo 1981 – sono state adottate delle contromisure. Il presidente ha disposizione una suite, scale e ascensori dedicati, la sua limousine blindata – nota come la Bestia – dispone di un accesso speciale, esistono aree riservate alla sicurezza.
Lo scudo è composto in




