
di Alessandra Muglia
Il premier uscente evita di dover sottomettersi alla larga maggioranza di parlamentari guidata dal grande vincitore delle elezioni
Dopo 36 anni, Viktor Orbán lascia il Parlamento. A due settimane dalla storica batosta elettorale, il premier uscente ha annunciato la sua rinuncia al seggio in Aula. Ma non si tratta di un passo indietro, tutt’altro. Orbán non vuole mollare la guida del partito, e ha espresso la volontà di continuare a tenerne le redini.
«Al momento non sono necessario in Parlamento, ma nella riorganizzazione del fronte nazionale», ha spiegato Orbán in camicia di jeans e gol blu in un video sui social. «Sono in pieno svolgimento le discussioni sul rinnovamento del fronte patriottico, sul rafforzamento del nostro gruppo parlamentare e della nostra comunità», ha affermato. E si è detto pronto a rimanere leader di Fidesz se il partito lo vorrà. La decisione verrà presa durante il congresso anticipato a giugno, dopo l’assemblea generale della prossima settimana.
Rinunciando al suo seggio in Parlamento, Orbán evita di dover sottomettersi alla larga maggioranza di parlamentari guidata dal grande vincitore delle elezioni, Péter Magyar (conta su 142 seggi contro i 52 di Fidesz). Una mossa bollata come codarda da Magyar: «Il “coraggioso” combattente




