L’Italia continua ad attirare viaggiatori internazionali, ma la capacità di trasformare questo interesse in valore economico dipende sempre più dall’organizzazione dell’offerta. Le imprese dell’incoming registrano segnali positivi, mentre cambiano le abitudini di viaggio, tra soggiorni più frammentati, prenotazioni last minute e ricerca di esperienze legate ai territori. A pesare sullo sviluppo restano i costi dei servizi, la burocrazia e il sovraffollamento delle destinazioni nei periodi di maggiore affluenza. È il quadro che emerge dai dati presentati da Confturismo Confcommercio e Fto, la Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio, al TTG Travel Experience di Rimini. Le due indagini fotografano aspetti diversi del mercato, dai comportamenti dei viaggiatori italiani alle prospettive delle imprese che lavorano con i turisti internazionali, ma convergono su un punto: la notorietà delle destinazioni non è sufficiente senza una proposta organizzata e capace di rispondere alle nuove esigenze della domanda.
Incoming, oltre la metà delle imprese aumenta il fatturato
La survey condotta tra i soci Fto mostra un andamento complessivamente positivo per le aziende attive nell’incoming. Il 52% ha registrato una crescita del fatturato nell’ultimo anno e il 58% prevede un ulteriore miglioramento nei prossimi 12 mesi. Per il 60% degli intervistati, inoltre, l’attrattività dell’Italia è aumentata negli ultimi cinque




