
Nella massima competizione europea quattro sconfitte su quattro e quattordici gol incassati, nella seconda due vittorie e sei reti all’attivo: la riflessione sorge spontanea, anche in virtù del rendimento delle squadre di Serie A negli ultimi anni
Il bilancio fa quasi impressione. In Champions – per le italiane – quattro sconfitte, con quattordici gol incassati. In Europa League due vittorie, con sei reti all’attivo. Ora, al di là. della piccola rivincita del giovedì, la considerazione che viene di conseguenza è così amara da sembrare spietata: ma non è che questa, cioè la seconda coppa, è la vera dimensione del nostro calcio? Non sarà che continuiamo a ritenerci un Paese leader, quando i risultati ci dicono chiaramente il contrario? Non sarà che ci è rimasta la tradizione, ma nel frattempo le gerarchie sono profondamente cambiate?




