
di Christian Benna
Il colosso dell’acciaio Arcelor Mittal si appresta a inglobare dal gruppo Cln il 100% della parte siderurgica per auto che ha cuore e sede industriale in Piemonte. Dopo Iveco e Italdesign, un’altra storica azienda in mani indiane
Torino, sempre più provincia di New Dehli. Talvolta nel bene, altre nel male. Dopo l’acquisizione di Iveco da parte di Tata e quella in corso di Italdesign, alle trattative finali — salvo sorprese — con Ust, il colosso dell’acciaio Arcelor Mittal si appresta a inglobare dal gruppo Cln il 100% della parte siderurgica per auto che ha cuore e sede industriale in Piemonte tra Alpignano e Caselette. L’Antitrust dell’Unione Europea ha dato il via libera all’operazione di fusione, si parla di un valore di circa 30-40 milioni, con cui la multinazionale indiana diventa azionista totalitaria dell’azienda della famiglia Perris-Magnetto, storici fornitori di Fiat e poi di Stellantis.
L’azienda torinese, prodotti in acciaio piano al carbonio per auto e industria, con un fatturato vicino a 500 milioni, è entrata in crisi di liquidità e sotto la pressione di un debito di quasi 400 milioni (da lì l’ingresso in composizione negoziata) a causa del forte rallentamento dei settori di




