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Giuli-Salvini, dalla lite sulle assenze al Ponte sullo Stretto: i «diversamente» amici diventati ministri contro

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di Tommaso Labate

Il confronto tra il ministro della Cultura e il vicepremier

Ora s’è trasformata in una questione di telefoni. Il telefono di Matteo Salvini, da cui parte la pubblicazione nella chat del Consiglio dei ministri del lancio d’agenzia con la dichiarazione in cui Alessandro Giuli gli aveva dato dell’assenteista, con tanto di irritazione resa palese prima da un «Mah» e poi da un «A che punto siamo arrivati». 

Il telefono di Alessandro Giuli, che ha preso a cercare Matteo Salvini per provare a chiarire la situazione ma senza successo, visto che il vicepresidente del Consiglio ha guardato per tutto il giorno le notifiche con la scritta «Giuli Alessandro» senza rispondere neanche mezza volta e ha evitato anche di visualizzare i messaggi. E il telefono di Giorgia Meloni, da cui parte una sfuriata che secondo fonti di Fratelli d’Italia riguarda entrambi i litiganti ma che secondo i leghisti — i quali citano le confidenze di Salvini — è diretta soltanto al ministro della Cultura, «visto che da Giorgia non ho ricevuto nessuna telefonata».

Ma prima che diventasse una questione di telefoni — e prima anche del robusto confronto che in Consiglio dei ministri li

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