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Alpini a Genova, festa e polemiche. Tensione con i centri sociali. E la sindaca Salis canta con le penne nere

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di Cesare Zapperi

In 400 mila in città. Domenica la parata, il ricordo del Ponte Morandi

Chi si aspettava che gli alpini muovessero le mani è stato accontentato. Ma nessuna molestia. E nessun bisogno di soffiare aria nel fischietto consigliato dalla «Rete di donne per la politica» e da «Non una di meno» per segnalare avance indesiderate. Tre penne nere sono intervenute con tempestività al Porto Antico per salvare un uomo colpito da infarto. Il massaggio cardiaco è stato provvidenziale anche se l’infartuato è ancora in gravi condizioni all’ospedale Galliera.

Nata all’insegna delle scaramucce polemiche, la 97esima Adunata nazionale degli Alpini è partita ieri con l’invasione di migliaia di penne nere (e contorno di familiari, amici e simpatizzanti: sono attese complessivamente 400 mila persone) che hanno trasformato Genova in una specie di formicaio in perenne movimento, tra fanfare, tamburi, cori di montagna, abbracci e bicchierate all’insegna dell’amarcord. 

Un clima di festa che inevitabilmente deve fare i conti anche con episodi di tensione, gesti di insofferenza, polemiche politiche in cui destra e sinistra sfruttano a proprio uso e consumo aspetti particolari dell’evento per dar fiato alla propaganda.

E così, ecco il corteo dei centri sociali, sotto

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