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Bologna, scontro Comune-Tribunale sul centro sportivo Biavati. L’assessora allo Sport: «Pronti a entrare con la forza»

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di Marco Madonia

Il presidente Liccardo stronca l’ordinanza della giunta che intimava la restituzione del centro sportivo, ora in mano al curatore: «Atto unilaterale». La replica del Comune. Sullo sfondo il buco da quattro milioni

La chiusura del centro sportivo Biavati scatena uno scontro senza precedenti tra il Comune e il Tribunale dì Bologna. Il presidente Pasquale Liccardo è intervenuto per difendere il curatore, Fabrizio Carbone, al quale la giunta Lepore aveva intimato, via ordinanza, di riconsegnare lo spazio di via Shakespeare entro il 14 maggio.

Il buco da 4 milioni

Una mossa, spiegava il Comune, necessaria per riaprire lo spazio chiuso da febbraio e ripartire con le attività che coinvolgevano centinaia di famiglie. Un vero e proprio ultimatum che il Tribunale ha rispedito al mittente. Sullo sfondo resta un buco da 4 milioni creato dalla precedente gestione, l’Unione sportiva Corticella ora fallita, in parte riconducibile anche agli interventi di manutenzione del bene pubblico, ceduto in concessione per 25 anni (in pratica fino al 2041). Lavori del valore di circa 3 milioni, secondo le prime stime.

La curatela vorrebbe che il Comune se ne facesse carico almeno in parte (c’è da considerare gli ammortamenti dei primi

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