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Quando i giocatori boicottano: Lamar Hunt e la rivoluzione che cambiò il tennis

Prima delle minacce dei top player di oggi, il tennis aveva già vissuto una guerra totale tra giocatori, federazioni e tornei. Tutto iniziò negli Anni 60 su spinta di un petroliere americano che ingaggiò i “Fantastici Otto”, innescando la nascita del professionismo moderno

Luigi Ansaloni

Collaboratore

9 maggio – 10:26 – MILANO

Le minacce di boicottaggio dei top player odierni del tennis verso i tornei Slam non sono certe le prime nella storia di questo sport che i protagonisti in campo indirizzano verso i piani alti, contro quelli che alla fine prendono le decisioni finali. Dopotutto, è sempre questione di soldi e, per dirla alla Gordon Gekko di Wall Street, “l’avidità funziona, l’avidità chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo”. A cambiare tutto fu un petroliere texano, tale Lamar Hunt, di Dallas, che diede vita a una sorta di circuito parallelo, il Wct (World Championship Tennis). È proprio da lì che nacque il tennis come lo conosciamo noi, è da lì che nacque l’era Open.

Dilettanti, ma non troppo…—  

Sessant’anni fa nel tennis si viveva l’era dei dilettanti. I grandi tornei erano vietati ai “professionisti”

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