
Il leggendario chitarrista presenta il disco solista «From the Dark» e parla del suo compagno Osbourne: «Non torneremo»
«Voleva farlo. Ma penso che dentro di sé volesse dire addio. Se fosse rimasto vivo comunque, non avrebbe fatto altro, si sarebbe fermato lì». As simple as that, più semplice di così, come si dice dalle loro parti. A un anno e mezzo di distanza dal leggendario concerto finale di Ozzy Osbourne, il suo socio di una vita nei Black Sabbath, Tony Iommi, leggenda della chitarra, mette il punto alle polemiche sull’opportunità della presenza del cantante al megashow di Birmingham con la salute allora assai malferma. Tant’è che di li a poco si sarebbe congedato da questo mondo.
Iommi, intanto, a 78 anni torna con un disco solista, «From The Dark», dopo ben 21 anni. Sempre sui sentieri dell’hard rock, ma con un altro cantante, il potente norvegese Jørn Lande.
Com’è lavorare con lui?
«Un ragazzo davvero simpatico. Ci siamo divertiti, l’intero processo è stato molto piacevole».
Le manca invece Ozzy?
«Molto, ci conoscevamo da 60 anni, ci mandavamo messaggi e ci facevamo telefonate in continuazione».
Al di là delle polemiche cosa rimane oggi di quell’incredibile concerto?
« È stato fantastico vedere tutte quelle band, dai




