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Targhe polacche a Napoli: Varsavia passa al contrattacco

imageAGGIRARE LA LEGGE

Non è certo una novità la diffusione a Napoli delle targhe polacche (qui per saperne di più). Non si tratta di un’improvvisa invasione di turisti dall’Est Europa ma un espediente ormai consolidato per abbattere i costi: nato inizialmente per risparmiare sul superbollo delle auto di grossa cilindrata nel Nord Italia e poi “popolarizzata” nel capoluogo partenopeo per contrastare le tariffe assicurative.

Il meccanismo è quasi perfetto: il veicolo viene cancellato dal PRA italiano e reimmatricolato in Polonia tramite un intermediario. A quel punto, l’auto non appartiene più formalmente al conducente, ma viene ceduta in noleggio a lungo termine al vecchio proprietario. Sebbene il fenomeno sia noto da almeno un decennio, la novità è che oggi la pratica sta iniziando a preoccupare seriamente il governo di Varsavia.

UN TRUCCO PER RISPARMIARE

Secondo dati forniti dall’ACI a Il Post, il fenomeno ha proporzioni massicce. Infatti, in Italia circolano attualmente 68.228 veicoli con targa polacca, suddivisi tra 37.830 auto e 29.120 moto. La stragrande maggioranza di questi mezzi è concentrata a Napoli, dove solo nel 2025 sono state registrate al REVE (il registro dei veicoli esteri) ben 14.066 nuove targhe.

La seconda città con più targhe straniere registrate è Caserta,

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