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Profitti in calo e margini dimezzati: i conti confermano che BMW non è più un’eccezione

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I ricavi totali dei tre mesi tra aprile e giugno sono scesi del 7,9% a 31,26 miliardi di euro, con la componente Automotive in calo del 7,7% a 27,16 miliardi. A pesare sono non soltanto la flessione delle vendite (-4,9% a 590.947 unità), ma anche i cambi sfavorevoli e soprattutto l’aumento delle pressioni commerciali: non sono stati forniti dettagli più precisi, ma appare evidente la necessità, anche per la Casa bavarese, di rispondere all’intensificarsi della concorrenza con un maggiore ricorso a sconti e promozioni.

La redditività è stata inoltre influenzata dall’andamento negativo del mercato cinese, dall’aumento di ammortamenti e svalutazioni, nonché dalle fluttuazioni valutarie e dei prezzi delle materie prime, compensate solo in parte dalla riduzione dei costi. A tal proposito, le spese per ricerca e sviluppo sono state ridotte del 3,8%, gli investimenti in immobilizzazioni del 16,7% e gli oneri amministrativi e commerciali del 7,1%.

Evidentemente non basta. Lo afferma chiaramente il direttore finanziario Walter Mertl: “La concorrenza nel mercato automobilistico globale si è intensificata notevolmente. Dopo aver realizzato risparmi per 2,5 miliardi di euro lo scorso anno, stiamo accelerando e rafforzando le nostre misure di efficienza, implementando al contempo interventi strutturali mirati. Il nostro obiettivo è ridurre la

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