Home / Politica / Strage di Bologna, Meloni non cita la matrice neofascista. I familiari e le opposizioni all’attacco

Strage di Bologna, Meloni non cita la matrice neofascista. I familiari e le opposizioni all’attacco

image

di Marco Cremonesi

La premier parla di «terrorismo», La Russa cita le sentenze. Schlein: chi governa deve conoscere la storia

L’orologio della stazione di Bologna è fermo alle 10.25 da quarantasei anni. Nella città che è tornata a essere ferita dalla morte di Abderrahim Fakir, il governo è rappresentato da Nicola Molteni, il sottosegretario all’Interno.

Ma il tempo che non passa, nonostante le sentenze che si sono accumulate, non è un caso: a destra quelle sentenze sembrano quasi non bastare. Per Giorgia Meloni «46 anni fa il terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi più feroci. Quello che è accaduto il 2 agosto 1980 rappresenta una delle pagine più buie e drammatiche della storia nazionale». La matrice neofascista ribadita dalle sentenze non compare. Ma la premier promette, a fronte di quel buio, che il governo continuerà «a fare la propria parte» per fare «piena luce sulle stragi che hanno insanguinato l’Italia nel Dopoguerra».

Al presidente dell’associazione delle vittime della strage, Paolo Lambertini, non basta. Parla di «continui tentativi di revisionismo e di disinformazione», ricorda gli «interi archivi scomparsi» poi si rivolge alla premier: «Da ogni Presidente del Consiglio, ci aspettiamo un approccio rigoroso e onesto.

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: