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Scuola, taglio di 7 mila posti tra docenti e personale Ata: insorgono sindacati e opposizioni. È scontro sulla manovra

di Mariolina Iossa

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ROMA – La scuola pubblica perde altri 7 mila posti tra docenti e personale Ata, e i nuovi tagli previsti in manovra fanno insorgere sindacati e opposizioni.

Dopo la riduzione degli organici già decisa con la legge di Bilancio 2025, si prevede nel 2027 un’ulteriore sforbiciata, un ridimensionamento che, considerando gli interventi distribuiti su tre anni scolastici, dal 2025/2026 al 2027/2028, porta, in totale, a quasi 15 mila il numero dei posti cancellati. A stabilirlo è l’articolo 66 del testo «bollinato» inviato alla Camera per l’avvio dell’iter parlamentare.

Da settembre 2027 sono previsti 4.925 posti in meno per i docenti e altri 2.049 per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. In tutto 6.974 unità, che si aggiungono ai 5.660 posti in meno per gli insegnanti nell’anno scolastico 2025/2026 e di 2.174 posti per il personale Ata dal 2026/2027.

I tagli, motivati anche con il calo del numero degli studenti dovuto alla denatalità, faranno risparmiare 83,9 milioni già nel 2027 e ben 251,7 milioni dal 2028, risorse che saranno destinate ad altri capitoli di spesa.

C’è poi il capitolo del turn over: la

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