
di Marika Giovannini
Il consigliere di Forza Italia, Claudio Cia: «I sanitari vanno messi nelle condizioni di esercitare le loro responsabilità con strumenti affidabili e con un’organizzazione capace di sostenerli»
La questione era stata sollevata anche durante l’atteso (quanto inconcludente) faccia a faccia di venerdì scorso tra i sindacati del mondo della sanità e i vertici della Provincia. Con Sonia Brugnara, segretaria della Cimo-Fesmed Trentino, che aveva insistito parecchio. Mettendo in evidenza, nel suo intervento, il rischio clinico — per i professionisti e per i pazienti — legato ai continui blocchi e disservizi informatici che da mesi stanno appesantendo il sistema sanitario trentino. Un problema spinoso, che ai vertici provinciali e a quelli di Asuit non sfugge. Ma che, al momento, resta irrisolto.
Le domande di Cia
Tanto che a pochi giorni da quell’incontro a rilanciare l’allarme è un componente della stessa compagine di governo del presidente Maurizio Fugatti: il consigliere provinciale di Forza Italia Claudio Cia. Il quale, di fronte a «malfunzionamenti dei sistemi informatici della sanità trentina» diventati «una presenza ricorrente», torna a puntare l’attenzione sui rischi e sulle responsabilità legate ai disservizi. Partendo da una domanda «inevitabile»: «Chi si assume — chiede l’esponente azzurro —




