
di Cesare Zapperi
La manifestazione a Milano, sul palco anche Bardella e Wilders. E si rispolvera lo slogan caro a Bossi: «Padroni a casa nostra»
Unione europea e Fondo monetario una coppia malefica. Il Patto di Stabilità da superare. Il Green deal da buttare. Gli immigrati clandestini da rimandare a casa. Matteo Salvini spara ad alzo zero contro bersagli vecchi e nuovi per rilanciare una Lega che tra diaspore (l’addio di Roberto Vannacci), sconfitte referendarie, disfatte di amici (Viktor Orbán), prese di distanza da «amici» diventati ingombranti (Donald Trump) ha bisogno di trovare un nuovo spazio di manovra. E allora, cosa c’è di meglio che rispolverare uno slogan caro già a Umberto Bossi («Padroni a casa nostra») e lanciarsi contro il Moloch europeo che con le sue rigide regole di bilancio impedisce al governo italiano di destinare risorse ai bisogni dei cittadini alle prese con una sempre più incombente crisi economica.
Affiancato dai rappresentanti dei partiti sovranisti alleati nel gruppo dei Patrioti, qualcuno presente sul palco di piazza Duomo (come Jordan Bardella e Geert Wilders) e altri in collegamento (Santiago Abascal), il leader della Lega lancia un ultimatum a Bruxelles: bisogna «sospendere le regole del Patto di




