
di Claudia Voltattorni
La leader: «Per la missione nello Stretto serve il via libera del Parlamento». Ma Schlein frena: prima un accordo di pace
«Non siamo stati fortunati con la situazione geopolitica, con l’instabilità che sta diventando la nostra normalità, con un quadro che cambia ogni minuto». Di ritorno dal vertice dei Volenterosi di Parigi, sabato mattina Giorgia Meloni arriva sul palco della 76esima Assemblea di Federalberghi che ha appena nominato Bernabò Bocca presidente per la sesta volta, per il 26esimo anno consecutivo.
A lui e a tutti gli imprenditori del settore presenti, oltre che al neo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, la premier si rivolge affrontando la questione che sta a cuore a tutti, la crisi in Medio Oriente con le pesanti conseguenze per l’economia e, mentre parla, l’Iran ha già annunciato di voler richiudere lo Stretto di Hormuz. «Noi — assicura — siamo al lavoro ogni minuto per la stabilizzazione».
Ricorda il vertice a Parigi «con altri importanti leader europei, collegati con circa 50 Paesi che stanno lavorando per immaginare condizioni con le quali si possa insieme lavorare proprio per tornare a garantire la libertà di navigazione, in un quadrante che è di




