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Il ritorno dei Cesaroni funziona: è il piacere del «retro-watching»

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di Aldo Grasso

La fiction Mediaset, che vede vecchie glorie, new entries, ma anche volti che non ci sono, più totalizza con i primi due episodi 3,5 milioni di telespettatori medi

Non è nostalgia precoce, ma voglia di condividere un racconto seriale che pare attraversare le generazioni: è ripartita lunedì la serie dei Cesaroni, con un Ritorno che vede vecchie glorie, new entries, ma anche volti che non ci sono più.

I Cesaroni ripartono da un ottimo dato: 3,5 milioni di spettatori medi per i primi due episodi, con una share del 22,6%. Quel che colpisce nell’analisi del pubblico è la forza intergenerazionale di questo marchio: tornano alla Garbatella gli adulti ma anche i più piccoli, che non c’erano (forse) mai stati.

Il miglior share su target si registra sui 25-34enni, quasi uno su due di quelli davanti al televisore (45% di share). Seguono le due fasce immediatamente vicine, i 15-24enni (33% di share) e i 35-44enni (33,5% di share).

Le donne (25% la share raccolta dalla serie su questo target) prevalgono sugli uomini (qui la share è del 19,7%). C’è poi il fattore territoriale: la famiglia di Claudio Amendola & C. vince decisamente al

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