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Salvini e le tensioni nella Lega: «La “rivolta dei governatori” non mi inquieta». Il gelo con il «nordista» Fontana al Meeting

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di Cesare Zapperi, inviato a Rimini

Il leader vorrebbe limitare ai lombardi il confronto sul braccio di ferro nel partito. Ma Zaia dal Veneto e Fedriga dal Friuli-Venezia Giulia chiedono spazio

DAL NOSTRO INVIATO
RIMINI – Avrebbe potuto essere una sorta di Teano leghista, è stato un incontro freddo e imbarazzato quello andato in scena ieri pomeriggio tra Matteo Salvini e Attilio Fontana. Si voleva la photo opportunity, la stretta di mano tra il leader della Lega e colui che in questo momento rappresenta la «voce» del fronte dei governatori. Quella c’è stata, sotto gli occhi del presidente dell’Aci Geronimo La Russa, ma chi vi ha assistito ha colto bene i particolari: braccia conserte, sguardi mai diretti, poche parole di circostanza. Un incontro da separati in casa, insomma. Fortemente voluto dal segretario, sfruttando la contemporanea presenza al Meeting di Cl, e a cui ha dato un fattivo contributo Claudio Durigon. È stato il sottosegretario al Lavoro a convincere Fontana, non senza fatica e dietro molta insistenza, a raggiungere Salvini intento a passare, come in una visita pastorale, uno stand dietro l’altro del grande padiglione allestito dal ministero dei Trasporti. 

Tutto è stato organizzato perché del fugace faccia a

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