
Tutti gli eletti sottoscrivono un patto provinciale in virtù del quale si impegnano a versare il 10% del contributo netto
Sommando le donazioni degli eletti e quelle volontarie dei simpatizzanti e dei nominati nelle società partecipate degli enti pubblici, nel 2025 il Pd in città ha incamerato un “tesoretto” di 36mila euro (diviso al 50% con la federazione provinciale). Tutti gli eletti sottoscrivono un patto provinciale in virtù del quale si impegnano a versare il 10% del contributo netto. In città, questo porta i consiglieri a inviare al livello cittadino circa 80 euro a trimestre e gli assessori a ridare 300 euro mensili.
«È una buona pratica di cui noi andiamo molto fieri», dice il segretario cittadino Roberto Cammarata. Ma per raggiungere il tetto di 36mila euro non ci sono soltanto gli eletti. A differenza di questi, per i nominati nelle Partecipate non c’è alcun regolamento definito: «Molti non sono nemmeno iscritti — rivela Cammarata —. C’è una sorta di gentlemen agreement, una specie di consuetudine solidaristica ma i nominati non hanno alcun vincolo e neanche patti pregressi».
Questa adesione spontanea va oltre il regolamento, è ormai una delle forme in cui si traducono i valori della comunità




